Con Lidia. Un libro da leggere o rileggere

Presentazione al Senato di “Lettere dal palazzo. Reportage semiserio di un anno da senatrice” di Lidia Menapace, Marea, n.3, settembre 2007
 
Per Lidia
 
Nello sfarzoso palazzo Ancien Régime che ospita il Senato della Repubblica, dove quasi tutti si muovono con altezzosa aria da parvenu, lei mantiene la sua ironica bonaria distanza, il piglio arguto e garbato, consapevole del peso di una storia che espone tutti i suoi busti, rigorosamente maschili, e non sempre irreprensibili, a garanzia solenne di una storia patria che per la maggior parte della popolazione italiana è stata patrigna, soprattutto per le donne, a lungo escluse dalla cittadinanza, e ancora oggi dal suo massimo esercizio, come figlie illegittime, bastarde senza nome.
Lei, ragazza madre di quell’Italia repubblicana nata dalla Resistenza di tante e tanti, a cominciare, come lei stessa ama ricordare, di quegli Internati Militari nei campi di concentramento tedeschi, tra cui suo padre, già reduce dalla prima di guerra mondiale, che rinunciarono al ritorno a casa offerto dal regime repubblichino di Salò e consentirono lo sviluppo della vittoriosa opposizione al nazifascismo, resta fedele alla sua storia antifascista e femminista, per usare solo due dei molti nobili aggettivi che merita, e non lo nasconde.
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Paura

9 agosto 2019
Questa mattina mi sono alzata con un sentimento di paura. Non lo spavento per una minaccia reale o temuta ma qualcosa di profondo, che riemerge e non si lascia blandire da nessuna rassicurazione.
Paura per qualcosa che è già accaduto e la sensazione di impotenza che strozza la voce in gola.
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Quale rapporto tra donne e nonviolenza? (2007)

Alle storiche il compito di raccontare quando dove e come le donne, non astratti soggetti filosofici ma concrete e viventi, hanno ricomposto lacerazioni, ricostruito condizioni di sopravvivenza, conservato sistemi, ambienti, persone, culture, utilizzando quei gesti di cura affinati nel corso di una lunga, varia, creativa e sofferta storia di divisione del lavoro tra produzione e riproduzione della vita della specie umana. Leggi tutto “Quale rapporto tra donne e nonviolenza? (2007)”

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Bertha von Suttner

“Giù le armi!”: il perentorio, appassionato invito, incisivo ed esplicito come uno slogan, è il titolo del suo romanzo più famoso, pubblicato nel 1889, che non solo le valse fama internazionale, ma rappresentò uno stimolo importante per la realizzazione di iniziative concrete a favore della pace.
Sono gli anni in cui in Europa il dibattito sulla pace si fa via via più intenso e controbatte punto per punto le argomentazioni del nazionalismo e militarismo dilaganti.
Anni in cui la pace sembra una strada ancora concretamente praticabile prima che l’Europa piombi negli orrori della prima guerra mondiale da cui comincerà ad uscire solo trent’anni più tardi.
Quei pochi decenni, segnati da guerre, violenze, restrizioni della libertà, discriminazioni e persecuzioni, basteranno però perché il nome di Bertha von Suttner scompaia dai libri come dalla memoria, insieme a quello di donne e uomini che alla causa pacifista avevano dedicato l’intera vita. Leggi tutto “Bertha von Suttner”

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