Facebook: scrivere tra dissipazione e conservazione

Scrivo in forma immediata e senza correzioni solo nei miei quaderni privati, per Facebook scrivo prima su un foglio word e poi copio, spesso cancello e basta perché mi chiedo sempre se quello che scrivo abbia senso, anche se i miei post sono letti da poche persone e non farebbero gran danno.
All’inizio del 2019 ho ritrovato un foglio con due post del 2015, misteriosamente salvati dal mio rigoroso contrasto all’accumulo, e ho deciso di conservare quello che avrei scritto in un file unico (un tempo era la brutta copia).
Non è tutto, ormai mi capita di scrivere direttamente e non so se sia il pensiero ad essersi affinato o se sono stata colonizzata dall’algoritmo.
Metto a disposizione i miei trafiletti nell’ordine temporale che ha il suo inizio nel presente.
La vita è perdita ma vivendo lavoriamo misteriosamente anche contro la dispersione. Contro la dissipazione mi dedico alla modesta attività del riciclo.
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Paura

9 agosto 2019
Questa mattina mi sono alzata con un sentimento di paura. Non lo spavento per una minaccia reale o temuta ma qualcosa di profondo, che riemerge e non si lascia blandire da nessuna rassicurazione.
Paura per qualcosa che è già accaduto e la sensazione di impotenza che strozza la voce in gola.
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Le peonie sono fiorite

Le peonie sono fiorite anche quest’anno e stanno nel giardino con regale naturale splendore, nonostante la pioggia e il freddo da infido cambiamento climatico.

Fioriscono ogni anno a maggio, dal 1995.

Traslocate qui dal pezzetto di terra in cui mio padre coltivava un suo piccolo orto, per anni avevano espresso solo una lucida massa di foglie e nessun fiore.

In che anno sono arrivate? Noi abbiamo traslocato in questa casa, finalmente, dopo quattro traslochi, a luglio del 1984 e le peonie possono essere arrivate un anno, o qualche, dopo, quando i miei genitori se ne sono andati dall’appartamento in cui avevano abitato dal 1963. Leggi tutto “Le peonie sono fiorite”

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8 marzo 2019 RICONOSCIMENTO: Un decalogo del femminismo per una porzione quotidiana di felicità

1. Riconosco in te una donna perché so che chiunque tu sia e qualunque sia il colore della tua pelle e dei tuoi capelli, la tua statura, la forma dei tuoi occhi, la tua inclinazione sessuale, il tuo reddito, la tua provenienza territoriale, la tua posizione sociale e politica, che tu sia nata donna o che tu abbia voluto diventarla, che tu sia sana o malata, giovane o vecchia, abile o disabile (con tutto ciò che di stereotipato significa) in tutti tutti i casi qualunque uomo può offenderti, sminuirti, ridicolizzarti, perseguitarti, ferirti, ucciderti solo perché donna, trovando intorno a sé silenzio, complicità, omertà.
Riconosco le donne reali che vivono accanto a me. Leggi tutto “8 marzo 2019 RICONOSCIMENTO: Un decalogo del femminismo per una porzione quotidiana di felicità”

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Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo[1]

Ricordo i versi di Montale perché a me hanno regalato, quando ero molto giovane, la forma in cui esprimere il mio essere alla ricerca di una strada, dichiarando però chiaramente quale non volevo percorrere.

Non sempre la negazione è negativa (e scusate il gioco di parole), nei versi di Montale testimonia l’umanità del dubbio, il coraggio della sottrazione, in tempi in cui vigeva il conformismo della dichiarazione altisonante di sé. Leggi tutto “Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo[1]”

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Bilanci

Si fanno di solito quando qualcosa si conclude: la parola, con la sua allusione economica a entrate e uscite, e l’origine etimologica derivata dallo strumento per misurare il peso di un corpo, invita alla ricerca dell’equilibrio.
La parola bilancia è una variazione del tardo latino bi-lanx, termine composto che indica due piatti, oggetto diventato simbolo di giustizia proprio perché ciò che l’offesa, l’abuso, la prepotenza, l’iniquità, la prevaricazione, il delitto, tolgono alle persone e alla collettività, va risarcito. Leggi tutto “Bilanci”

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Tolleranza

Mi è capitato stamattina di rubare involontariamente il parcheggio. L’auto era ferma con la freccia per uscire, così ho interpretato, in modo evidentemente errato, e la giovane donna mi ha rimproverata con voce dura, mantenuta anche dopo le mie scuse come se fossi un’incorreggibile ragazzina, anzi di più, una volgare approfittatrice. Le mie scuse e l’evidente imbarazzo non hanno scalfito la coscienza adamantina del suo diritto. doveva farmi vergognare di me stessa e io mi sono vergognata e scusata. Mi sarei vergognata ancora di più di spiegarle che comunque ero già stata lì due volte il giorno precedente e me n’ero andata via, perché non avevo trovato  parcheggio e non sono in grado di camminare per lunghi tratti per un problema alle gambe. Leggi tutto “Tolleranza”

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Elogio di un lavoratore del call center

Sono incappata in una disavventura molto comune di questi tempi: ho dovuto disdire il contratto telefonico Wind Infostrada per poter avere un gestore che portasse anche nel mio paesello del profondo nord la linea ADSL.
Ho inviato la comunicazione all’inizio del 2009, dopo qualche mese scopro che ho rinunciato solo ad un servizio perché la mia lettera non specificava il nome dei due servizi a cui rinunciavo, mando una seconda lettera il 27 di agosto, viene smarrita, una terza a gennaio allegando ogni volta fotocopia delle lettere precedenti e delle ricevute di ritorno. Ogni volta faccio almeno due telefonate al call center per capire cosa devo fare e ne ricevo altre che sollecitano i pagamenti da addetti che non sanno nulla delle mie raccomandate e non hanno modo di averne informazione. Leggi tutto “Elogio di un lavoratore del call center”

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Il corpo è l’anima: appunti di una ricerca

Tutto è cominciato con una separazione. Dividere, separare è l’operazione che consente di individuare, definire, conoscere. La lingua e la memoria operano attraverso la suddivisione e la nominazione, pescano nel fluire del pensiero, nell’acqua corrente delle percezioni e costruiscono significati come villaggi abitabili sulle palafitte, fissate nella profondità di un terreno conosciuto e solo mediato dalle mille trasparenze variabili delle correnti che conservano l’oscurità del profondo.

Da queste case significanti ci si può sempre affacciare per esplorare l’orizzonte, terra e cielo, in sintonia con le diverse stagioni della vita, che portano piene o secche variando il paesaggio intorno, nella fisica ambivalenza di un restare che significa contemporaneamente fluire. Leggi tutto “Il corpo è l’anima: appunti di una ricerca”

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