Paura

9 agosto 2019
Questa mattina mi sono alzata con un sentimento di paura. Non lo spavento per una minaccia reale o temuta ma qualcosa di profondo, che riemerge e non si lascia blandire da nessuna rassicurazione.
Paura per qualcosa che è già accaduto e la sensazione di impotenza che strozza la voce in gola.
Un sentimento che si aggrappa a ogni cellula del mio corpo, più potente della rabbia, più intrusivo della tristezza, più muto di qualsiasi silenzio.
Il sentimento della mattina in cui è cominciata la prima guerra del golfo, di quando è arrivata la notizia di Sabra e Chatila, del colpo di Stato in Cile, della strage di Piazza Fontana, dell’assassinio di Moro e ancora ancora ancora, prima e dopo e sempre.
Morti e morti e morti e giochi di guerra infiniti.
Ma intanto si vive e non ci teniamo la paura accanto, non la coltiviamo, noi cerchiamo di crescere la vita con la speranza, di fare il meglio che possiamo, di gioire per le cose belle.
Accantoniamo la paura, piangiamo i morti e cerchiamo riparo per i viventi.
Non coltiviamo la paura perché cerchiamo di vivere in pace.
Ma oggi so che devo ascoltare questa paura. Ho paura di chi alimenta l’odio, ho paura delle complicità di chi minimizza, ho paura del mio stesso silenzio, della mia piccola impotenza, di chi cancella la mia cittadinanza.
Ho paura dell’inadempienza di umanità che dilaga come un contagio.
Scrivo queste parole come un messaggio in una bottiglia perché trovino mani che sanno ascoltare, donne e uomini con cui trovare un modo per agire.
Mi aggrappo a qualsiasi parola pronunciata da chi può farsi sentire.
 
 

Elezioni a Cortenuova: solo uomini?

Guardo sempre con interesse le donne che si candidano perché so che le donne consapevoli della propria storia di genere, se dialogano con la storia politica che ha reso possibile il loro esercizio dei diritti, possono fare la differenza.

In questo paese, Cortenuova, nel quale vivo e voto dal 1978, ho guardato con particolare attenzione e perfino speranza a donne, da molti anni più giovani di me, che decidono di cimentarsi nell’amministrazione del bene pubblico.

Mi amareggia il fatto che queste donne decidano di presentarsi come CandidatO SindacO, come se l’essere donna non fosse l’appartenenza a un genere che è più della metà della specie umana, ma solo un caso della vita da nascondere se ci si presenta in pubblico. Leggi tutto “Elezioni a Cortenuova: solo uomini?”

Quale rapporto tra donne e nonviolenza? (2007)

Alle storiche il compito di raccontare quando dove e come le donne, non astratti soggetti filosofici ma concrete e viventi, hanno ricomposto lacerazioni, ricostruito condizioni di sopravvivenza, conservato sistemi, ambienti, persone, culture, utilizzando quei gesti di cura affinati nel corso di una lunga, varia, creativa e sofferta storia di divisione del lavoro tra produzione e riproduzione della vita della specie umana. Leggi tutto “Quale rapporto tra donne e nonviolenza? (2007)”

Donne di destra che cercano il primo piano

C’è una palese contraddizione tra la dichiarazione di volersi occupare di diritti delle donne e insinuare che violenza e delinquenza sono appannaggio dei migranti, parlare di diritti delle donne e invocare leggi di tutela che riducono la libertà, mostrare preoccupazione per la delinquenza e pensare di fornire armi ai cittadini, come se la qualifica della cittadinanza esonerasse automaticamente da delinquenza, maschilismo, prevaricazione, omicidio, femminicidio e perfino follia; occuparsi di diritti delle donne e pensare che le soluzioni sono affidate alla giustizia penale, come se ogni problema si potesse risolvere con la denuncia e il carcere fosse il solo deterrente per una violenza maschile domestica alla quale molte donne potrebbero sottrarsi se avessero casa lavoro e solidarietà. Leggi tutto “Donne di destra che cercano il primo piano”

Non sosteniamo il patriarcato!

I diritti diventano fragili se non sono davvero per tutte, se definiscono la cittadinanza per esclusione, se non ne viene insegnata la storia, se non costruiscono dialogo politico, e infatti sono stati piano piano disattesi e poi velocemente aggrediti, con arroganza nelle strutture sanitarie, nei posti di lavoro, a scuola, nell’immaginario di quell’interazione quotidiana in cui si costruisce l’idea di mondo comune.

In fondo sapevamo, quando, all’inizio, la parola d’ordine era per tutte “Liberazione”, che non di un fatto o solo di qualche legge si trattava, ma di un processo che avrebbe potuto coinvolgere tutte e tutti. Leggi tutto “Non sosteniamo il patriarcato!”

Violenza: mi sono persa qualcosa?

Non leggo i giornali tutti i giorni e per fortuna, come milioni di donne italiane, sono lontana dal dibattito giornalistico che crea e coltiva i suoi personaggi anche quando hanno ben poco di significativo da dire, ma oggi non posso tacere.
All’inizio degli anni ’90 alcune femministe-doc, quelle ascoltate nelle sale, interpellate dai giornali e perfino riconosciute dall’accademia, decretarono che il patriarcato era morto, dovevamo smetterla di raccontare le nostre tribolazioni e sventolare invece i tanti successi che potevano costellare le nostre vite, bastava lo volessimo. Leggi tutto “Violenza: mi sono persa qualcosa?”

Dopo Siena: INCLUSIONE

Inclusione. Di tutte le parole dette nella due giorni di Siena, (bellissimo appassionante appuntamento, generosamente organizzato) questa è certamente la più condivisibile eppure la più ambigua, per come è stata affermata e ripresa, dopo che qualcuna, poche oltre a Lidia Menapace, ha nominato alcuni contenuti come l’antifascismo, il patriarcato, il capitalismo, sui quali è quanto meno necessario aprire il dibattito. Leggi tutto “Dopo Siena: INCLUSIONE”

Verso Siena: l’imprevisto della storia siamo noi

Che cosa ci muove, più di mille donne, su una chiamata che non ha ancora un programma e delle mete precise?
Certamente la fiducia, che accordiamo a donne che hanno scelto di usare la propria visibilità, la posizione di piccolo o grande potere già raggiunta, a favore di tutte.
Certamente la speranza, di riuscire ad andare oltre le parole e trovare le azioni per mettere sul tappeto della politica un cambiamento radicale, con un passo per volta, ma radicale. Leggi tutto “Verso Siena: l’imprevisto della storia siamo noi”

Genova, il giorno dopo, dieci anni dopo

Trascrivo dal mio diario del 2001:

Il giorno dopo. Una stanchezza cupa che intride le ossa e i pensieri, al telefono i concitati resoconti di chi era da un’altra parte e ha vissuto lo stesso panico, i compunti e ipocriti commenti televisivi, un residuo di bruciore agli occhi e difficoltà di respiro, traccia e sogno di una giornata frammentata in attimi lunghissimi ed ore brevi, avvertiamo l’inesorabile sfasatura dell’alfabeto con cui si misurano le parole come se il respiro non riconoscesse il passo consueto. Leggi tutto “Genova, il giorno dopo, dieci anni dopo”

Avvelenamenti sociali

I muscoli del padrone

L’informazione è diventata il nostro blob quotidiano, in cui soffoca  il pensiero, e le notizie che si susseguono senza nessi visibili sembrano scivolare sulla patina dell’indifferenza senza lasciare traccia.

Parto dal TG3 Lombardia che fornisce, insieme alla notizia,, una brevissima coda di commento che vi s’incorpora, passando inosservato. Leggi tutto “Avvelenamenti sociali”