Violenza: mi sono persa qualcosa?

Non leggo i giornali tutti i giorni e per fortuna, come milioni di donne italiane, sono lontana dal dibattito giornalistico che crea e coltiva i suoi personaggi anche quando hanno ben poco di significativo da dire, ma oggi non posso tacere.
All’inizio degli anni ’90 alcune femministe-doc, quelle ascoltate nelle sale, interpellate dai giornali e perfino riconosciute dall’accademia, decretarono che il patriarcato era morto, dovevamo smetterla di raccontare le nostre tribolazioni e sventolare invece i tanti successi che potevano costellare le nostre vite, bastava lo volessimo. Leggi tutto “Violenza: mi sono persa qualcosa?”

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Dopo Siena: INCLUSIONE

Inclusione. Di tutte le parole dette nella due giorni di Siena, (bellissimo appassionante appuntamento, generosamente organizzato) questa è certamente la più condivisibile eppure la più ambigua, per come è stata affermata e ripresa, dopo che qualcuna, poche oltre a Lidia Menapace, ha nominato alcuni contenuti come l’antifascismo, il patriarcato, il capitalismo, sui quali è quanto meno necessario aprire il dibattito. Leggi tutto “Dopo Siena: INCLUSIONE”

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Verso Siena: l’imprevisto della storia siamo noi

Che cosa ci muove, più di mille donne, su una chiamata che non ha ancora un programma e delle mete precise?
Certamente la fiducia, che accordiamo a donne che hanno scelto di usare la propria visibilità, la posizione di piccolo o grande potere già raggiunta, a favore di tutte.
Certamente la speranza, di riuscire ad andare oltre le parole e trovare le azioni per mettere sul tappeto della politica un cambiamento radicale, con un passo per volta, ma radicale. Leggi tutto “Verso Siena: l’imprevisto della storia siamo noi”

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Genova, il giorno dopo, dieci anni dopo

Trascrivo dal mio diario del 2001:

Il giorno dopo. Una stanchezza cupa che intride le ossa e i pensieri, al telefono i concitati resoconti di chi era da un’altra parte e ha vissuto lo stesso panico, i compunti e ipocriti commenti televisivi, un residuo di bruciore agli occhi e difficoltà di respiro, traccia e sogno di una giornata frammentata in attimi lunghissimi ed ore brevi, avvertiamo l’inesorabile sfasatura dell’alfabeto con cui si misurano le parole come se il respiro non riconoscesse il passo consueto. Leggi tutto “Genova, il giorno dopo, dieci anni dopo”

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Avvelenamenti sociali

I muscoli del padrone

L’informazione è diventata il nostro blob quotidiano, in cui soffoca  il pensiero, e le notizie che si susseguono senza nessi visibili sembrano scivolare sulla patina dell’indifferenza senza lasciare traccia.

Parto dal TG3 Lombardia che fornisce, insieme alla notizia,, una brevissima coda di commento che vi s’incorpora, passando inosservato. Leggi tutto “Avvelenamenti sociali”

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Donne “manifeste”

Chi convoca una manifestazione ha generalmente il potere di farlo e cioè, al minimo, un luogo da utilizzare liberamente per un primo confronto di idee, mezzi per renderlo visibile e un potenziale consenso, dato dalla posizione sociale che occupa e dalla rilevanza politica che ne deriva.

Sono contenta che esistano donne autorevoli e che alcune di queste donne abbiano proposto a tutte di manifestare, dicendo implicitamente che da sole non ce la fanno, che senza di noi, visibili, nelle piazze e ovunque, le loro parole sono deboli, la cittadinanza dei loro pensieri più incerta, la loro visibilità più occultabile anche se vivono carriere di onesta raggiunta parità ai livelli più alti di responsabilità e accesso alle risorse. Leggi tutto “Donne “manifeste””

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Manifestazione 13 febbraio: adesione con proposta

Alle donne che hanno convocato la manifestazione del 13 febbraio: adesione con proposta

Non sottovaluto mai, né svaluto, l’iniziativa presa da una donna, o da tante, su contenuti che condivido: la difesa della democrazia, la visibilità delle donne e delle loro vite tutte, la lotta contro immagini mistificatorie che sostengono, anche dentro le moderne democrazie, la politica patriarcale in qualsiasi forma, che sia quella eclatante della riduzione dei corpi femminili a pezzi di carne in vendita, che sia quella strisciante del perbenismo borghese, che riduce anche le donne più intelligenti ad essere poco più che vestali dei valori costituzionali o all’indispensabile casalingato che, dalla casa alle aziende, dalle associazioni alle istituzioni, tiene in piedi la società a tutti i livelli. Leggi tutto “Manifestazione 13 febbraio: adesione con proposta”

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Elogio di un lavoratore del call center

Sono incappata in una disavventura molto comune di questi tempi: ho dovuto disdire il contratto telefonico Wind Infostrada per poter avere un gestore che portasse anche nel mio paesello del profondo nord la linea ADSL.
Ho inviato la comunicazione all’inizio del 2009, dopo qualche mese scopro che ho rinunciato solo ad un servizio perché la mia lettera non specificava il nome dei due servizi a cui rinunciavo, mando una seconda lettera il 27 di agosto, viene smarrita, una terza a gennaio allegando ogni volta fotocopia delle lettere precedenti e delle ricevute di ritorno. Ogni volta faccio almeno due telefonate al call center per capire cosa devo fare e ne ricevo altre che sollecitano i pagamenti da addetti che non sanno nulla delle mie raccomandate e non hanno modo di averne informazione. Leggi tutto “Elogio di un lavoratore del call center”

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Cose da donne?

Cose da uomini (di Stato),  l’esibizione di Gheddafi con il suo pari Berlusconi davanti ad un pubblico femminile prezzolato.

Voglio guardare al tristo evento dall’altro punto di vista.

Perché 500 ragazze sono disposte a vendersi? Sono alla fame, hanno figli piccoli, genitori indigenti, sono ricattate, in pericolo di vita o altro che giustifichi la loro azione?

Nel mio immaginario sono tutte o quasi diplomate, forse persino laureate, con famiglia e amici soccorrevoli, un tetto sulla testa, tre pasti al giorno e un po’ di superfluo. Che cosa dunque le convince a prestarsi ad una delle tante farse del potere che non potrebbero stare in piedi senza le donne come comprimarie? Leggi tutto “Cose da donne?”

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A proposito di scuola politica

Da alcuni anni, non ricordo quanti, proliferano le scuole di politica per le donne.

Ho sempre letto gli annunci con simpatia pensando che sono occasioni d’incontro preziose, sia quando a proporle sono istituzioni, perché significa che è in atto un’azione di empowerment femminile e certamente presente una rete di donne attive (lo immagino ovviamente), sia quando a proporle sono associazioni femminile, perché penso che sia l’occasione di trasmissione di un sapere insieme alle pratiche che l’hanno generato e di conservare la memoria delle donne in “carne ed ossa” e pensiero, ancora così spesso cancellate dalla cultura relazionale corrente, non solo tra uomini e dagli uomini. Leggi tutto “A proposito di scuola politica”

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