Costruire l’uguaglianza, liberare le differenze

Con il crollo del fascismo in Italia non è crollato il sistema scolastico, così come non sono crollate la Chiesa Cattolica o la Pubblica Amministrazione.

La guerra è passata con la sua devastazione, donne e uomini hanno resistito operando attivamente dentro la guerra di liberazione non solo per cacciare gli occupanti tedeschi, ma anche per rifondare l’Italia su un nuovo patto di cittadinanza che includesse tutti e tutte sulla base dell’uguaglianza. Leggi tutto “Costruire l’uguaglianza, liberare le differenze”

Contro i ladri del tempo

A che punto è l’alfabetizzazione nel nostro Paese? Sembra una domanda stupida visto che dalla fine degli anni Settanta è cominciata la scolarizzazione di massa e un numero crescente di studenti è entrato anche all’università. 
Questo per quanto riguarda l’alfabetizzazione tradizionale, perché per i nuovi linguaggi le giovani generazioni sembrano crescere sapendo padroneggiare video e computer, cellulari e navigatori. Leggi tutto “Contro i ladri del tempo”

Generazioni: interrogativi sulla trasmissione

Quello che gli uomini rimuovono, le donne tacciono e la scuola censura: interrogativi sulla trasmissione delle donne e tra donne

Dal dizionario di psicologia curato da Umberto Galimberti prendo il significato della parola ‘rimozione’: “termine psicoanalitico che si riferisce ad un processo inconscio che consente di escludere dalla coscienza determinate rappresentazioni connesse a una pulsione il cui soddisfacimento sarebbe in contrasto con altre esigenze psichiche” e lo utilizzo liberamente per definire il processo sociale e politico agito dalle collettività maschili nei confronti della parte femminile della specie. Leggi tutto “Generazioni: interrogativi sulla trasmissione”

Lettera aperta al Ministro Gelmini

Tra le parole usate da Mariastella Gelmini, alle prese con le beatitudini della maternità, mi colpisce per primo il riferimento alle donne normali, alle quali lei (anormale o privilegiata?) sente di poter dare immediatamente consigli dall’alto dello scranno sul quale pensa di sedere, probabilmente per diritto biologico, ultima evoluzione di quello divino per i nuovi parvenu del potere.
La neo-mamma, fiera della sua non appartenenza a quella normalità un po’ volgare nella quale le donne normali si crogiolano, assentandosi dal lavoro prima e dopo il parto, si mette in cattedra definendo il diritto un privilegio e il suo privilegio (perché di questo si tratta quando hai un lavoro che ti garantisce, oltre ad una certa quantità di vile denaro,  tutti i supporti e sostegni possibili e nessun rischio di licenziamento) un sacrificio. Leggi tutto “Lettera aperta al Ministro Gelmini”

C’era una volta la scuola pubblica e laica…

Ma c’era davvero? O di fronte alla frana determinata dal disegno classista e autoritario del governo ci aggrappiamo ad una favola, trasformando una storia lunga e complessa in un mito, cioè in una narrazione simbolica che esprime valori e aspirazioni più che riflessione sui dati di realtà?
E perché non vediamo grandi proteste di genitori e studenti, scioperi del personale di ruolo, dai docenti ai bidelli, dai dirigenti ai tecnici, perché non ascoltiamo resoconti di interrogazioni parlamentari a raffica, sit-in dei soggetti che un tempo chiedevano, praticavano e presidiavano l’affermazione di una democrazia più avanzata, dalla classe operaia al movimento femminista, dai paladini dei diritti civili alla sinistra “radicale”?
La scuola è l’istituzione che forma i cittadini e le cittadine, determina i tempi e i sentimenti di tutti gli adulti, donne e uomini, che hanno qualche rapporto, anche non stretto, con l’infanzia e l’adolescenza, struttura il paesaggio urbano, le ferie, la viabilità e non so quante altre cose. Parte integrante del nostro vivere a tal punto che non riusciamo a vederla? Leggi tutto “C’era una volta la scuola pubblica e laica…”

Attacco alla scuola pubblica

La scuola pubblica è uno dei fondamenti della democrazia

La scuola è stata, in questo Paese, l’istituzione che ha realizzato più di tutte il dettato costituzionale dell’uguaglianza fra i cittadini, impegnandosi a rimuovere gli ostacoli alla sua realizzazione.

Pur nelle difficoltà dovute a riforme parziali e finanziamenti sempre insufficienti, e tenendo conto delle differenze tra i vari ordini di scuola, tra i quali l’eccellenza è certamente della scuola elementare, la stragrande maggioranza delle e degli insegnanti ha lavorato per quella promozione umana sociale e culturale che ha consentito a bambine e bambini, ragazzi e ragazze, di qualsiasi condizione, di crescere in un luogo in cui si sono sentiti uguali nella possibilità della differenza. Leggi tutto “Attacco alla scuola pubblica”

Della passione per le divise

Quest’estate sembra scorrere sul ritmo del ritorno delle divise, utilizzate per diffondere un’immagine di sicurezza che uniforma il paesaggio urbano delle nostre città, per fortuna in pace, a quello drammatico delle tante guerre che continuano e cominciano.

A questa passione per l’uniforme non sfugge la scuola e il dibattito delle famiglie in vacanza trova argomento di viva discussione sul tema dell’introduzione del grembiule.

Il problema della scuola, che si aggrava di ministero in ministero, perché i problemi non risolti generano problemi, diventa così una banale opinione sul look di scolari e studenti. Leggi tutto “Della passione per le divise”

A chi serve il sette in condotta?

Penso che da un dettaglio si possa capire l’insieme di cui è fondamento (così è ad esempio il DNA per l’essere umano “in carne ed ossa”) e spesso un particolare che catalizza l’attenzione può essere considerato un sintomo di un processo più complesso e dalle implicazioni più antiche.

La divisa, lungi dall’essere una tipologia di abbigliamento utile, al quale si richiamano quelli che ne interpretano la funzione protettiva per i bambini che si sporcano molto (ma allora va bene un grembiule qualsiasi, perfino fatto da sé esercitando abilità dimenticate) è un abito che disciplina il corpo perché ignorando le specificità individuali esalta l’adesione a un modello, tanto che nell’esercito le differenze gerarchiche sono segnalate da piccoli accessori fortemente simbolici e, ma questo è il mio gusto, francamente ridicoli. Leggi tutto “A chi serve il sette in condotta?”

Sicurezza

Dall’albero degli zoccoli[1]al reddito pro-capite tra i più alti d’Italia, il paese in cui vivo, simile ai tanti in cui è sbriciolata la popolazione della provincia di Bergamo, è passato dalla condivisione quotidiana della vita di cortile alla moltiplicazione di recinzioni muri cancelli inferriate sbarre e sistemi d’allarme.

Proprio al centro di questo paese, che non è nato da un piano urbanistico, ma dal progressivo intersecarsi di passaggi nell’originario agglomerato di quattro o cinque cascine, una della strade centrali, la più antica, è accompagnata su un lato da una lunga alta barriera di ferro su cui la fantasia grottesca del proprietario ha fatto affiggere per ben sei volte a distanza di due metri un cartello giallo fluorescente con la scritta “Attenzione. Cani da guardia addestrati sorvegliano questa zona, è molto pericoloso avvicinarsi“.

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Nonviolenza: note a margine

Partecipare a un Collegio Docenti, e non semplicemente fare presenza, perché la democrazia è anche noiosa, faticosa, talvolta ridondante, ma è lo spazio del dialogo anche con chi non ci è simpatico.
Dedicare immutata passione e ascolto a studenti, ragazze e ragazzi, che hanno allegramente votato questo governo e non si occupano di ciò che sta facendo alla scuola. Leggi tutto “Nonviolenza: note a margine”