L’ECONOMIA TRA CANCELLAZIONE E SFRUTTAMENTO DELLE DONNE

Parto da un’osservazione sedimentata nella cultura popolare femminile dentro cui sono cresciuta: mia madre ripeteva spesso, in dialetto bergamasco, che se una donna resta vedova rifiorisce, se un uomo resta vedovo si riempie di pidocchi.I pidocchi erano il segno dell’abbandono di sé, della mancanza di cure, non della povertà ma proprio dell’incapacità di prendersi cura di sé. Leggi tutto “L’ECONOMIA TRA CANCELLAZIONE E SFRUTTAMENTO DELLE DONNE”

Intervento al XV Congresso Udi

Non interverrò sulle questioni politiche di cui mi occupo da molti anni e oggi con particolare impegno e passione, dalle forme della democrazia all’economia della riproduzione, dai diritti di bambine e bambini alla cittadinanza inclusiva, ecc.

Sono stata una delle due responsabili della sede nazionale che insieme all’attuale delegata ha costruito per tre anni il XIV Congresso al termine del quale ho scelto di non essere più attiva nell’Udi. Non condividevo le nuove scelte relative alla forma degli organismi dirigenti ma soprattutto non avevo il tempo, l’energia e le risorse economiche per continuare a sostenere le mie idee dentro l’associazione. Leggi tutto “Intervento al XV Congresso Udi”

A proposito di libertà, lettera alle donne dell’Udi Monteverde

Care Carla e tutte,

affido all’Udi Monteverde questa breve riflessione perché la inoltri a tutta l’Udi. Riflessione breve perché i tempi di lavoro e di vita non mi consentono di articolarla in modo più approfondito, che comunque non mancherò di fare appena possibile.

Le donne dell’Udi sono cittadine e possono fare ciò che vogliono. Se manca un dibattito politico che consenta azioni veramente condivise la responsabilità è di chi ha il compito di costruire espressioni condivise. Compito faticoso che richiede precise scelte, che certo non si può improvvisare.
Resta comunque la libertà di ogni donna e ogni Udi di rispondere agli eventi, che non sono mai interamente prevedibili, come ritiene opportuno. L’Udi non ha rappresentanti, ma solo deleghe su mandati di responsabilità, o mi sbaglio? Leggi tutto “A proposito di libertà, lettera alle donne dell’Udi Monteverde”

Riflessione per Udi Monteverde

L’Udi ha cominciato il percorso verso il XV Congresso.
Sono stata sollecitata a scrivere una riflessione e vorrei farlo dalla posizione di outsider che ormai occupo da molto tempo. Per capirci: non sono partecipe di nessun gruppo, ma appartengo certamente alla storia del movimento femminista italiano in generale e dell’Udi in particolare.
Grazie alla mia storia mi capita talvolta di  organizzare occasioni d’incontro tra donne nel luogo in cui abito.
Sull’appartenenza, come percorso di vita che s’intreccia alle scelte, l’Udi ha prodotto anni fa riflessioni significative e soprattutto lungimiranti rispetto alla deriva essenzialista (di stampo razzista) del localismo nazionalista in cui è caduto l’elettorato di entrambi i sessi, e non solo al nord. Leggi tutto “Riflessione per Udi Monteverde”

Passaggi di cittadinanza tra generazioni di donne

XIV Congresso dell’Udi- Modena, 8-9 febbraio 2003

Introduzione di Rosangela Pesenti

Abbiamo voluto un congresso lungo per dare il tempo ad ogni realtà dell’Udi di riemergere, rendersi visibile, riaprire la comunicazione per dare a tutte noi la possibilità di ricostruire un tessuto comunicativo che ci sostenesse nel pensare al futuro.

La prima tappa del Congresso ha segnato per me un mutamento di orizzonte perché all’Udi immaginata, sognata, evocata, dalle comunicazioni via via più fitte, si è sostituita l’Udi reale, le donne che al congresso hanno partecipato, sono intervenute, con cui ho vissuto momenti di intensa partecipazione emotiva, ma anche le donne che ci hanno scritto, che hanno ascoltato poi il racconto del congresso, che si sono attivate per allargare la partecipazione ben oltre le due giornate di Roma. Leggi tutto “Passaggi di cittadinanza tra generazioni di donne”

Fare politica, abitare la democrazia, vivere in pace

XIV Congresso Udi – Roma, 23-24 novembre 2002

Intervento d’apertura di Rosangela Pesenti

Mi ha emozionata l’intervento di Elisabetta, con cui ieri sera sono rimasta fino a tardi per montare la mostra dei manifesti, perché le sue parole sono il segno di un passaggio ma nello stesso tempo che questo è un Congresso vero, come lo sono stati tutti i Congressi dell’Udi, un appuntamento il cui esito non è già previsto.

Mi sono appassionata in questi due anni all’idea di preparare questo congresso, dopo una scelta sofferta dentro un’Udi di cui non riuscivo più a capire i confini, la collocazione, la politica e dove io stessa non sapevo più trovare un posto. Leggi tutto “Fare politica, abitare la democrazia, vivere in pace”

Gli archivi dell’UDI e una storia da raccontare

L’Unione Donne Italiane è la prima associazione femminile della Repubblica, di cui anzi la Repubblica stessa è un po’ figlia se le donne che hanno trasformato la propria militanza dai Gruppi di difesa, nati nella Resistenza, in un’associazione femminile autonoma, sono le stesse che hanno fortemente voluto uno Stato repubblicano in cui muovere i primi passi da cittadine, con la certezza del diritto di voto finalmente acquisito.

L’Udi, come la chiamiamo, con un acronimo ormai diventato da moltissimi anni un nome, è tra le poche associazioni ancora oggi diffuse, seppur inegualmente, su tutto il territorio nazionale. Diffusione che, anche nelle difficoltà politiche dell’oggi, le consente di rappresentare un insieme di luoghi eterogenei nel progetto politico locale, ma molto omogenei nella volontà di resistenza di una presenza politica femminile non omologata ai modelli delle mode periodicamente vincenti. La svolta politica dell’XI congresso (1982) – che azzera l’organizzazione gerarchica nelle singole sedi e nella dimensione territoriale e genera, come unico organismo dirigente, l’assemblea nazionale autoconvocata aperta a tutte – rappresenta un mutamento radicale che diventa nella storia dell’Associazione un evento periodizzante. Leggi tutto “Gli archivi dell’UDI e una storia da raccontare”

Carte per la memoria

CARTE PER LA MEMORIA: L’UDI E IL MOVIMENTO FEMMINISTA A BERGAMO NELLE CARTE DELL’ISREC
In Storia delle donne: la cittadinanza, Quaderni della Fondazione Serughetti-La Porta 79/2002
 
Archivio dell’UDI e Fondo Lastrea
Come nasce un archivio?
Quelli delle donne hanno storie molto diverse dagli archivi tradizionali e molto diverse tra loro, anche se possiamo rintracciare alcune caratteristiche comuni per “generazioni politiche”.
Ptremmo perciò parlare davvero di “storie d’archivio” prendendo a prestito il titolo di un bel saggio di Natalie Zemon Davis.[1]
La presentazione dell’Archivio dell’Udi e dei collettivi di Bergamo chiude una storia cominciata per me vent’anni fa, che quindi in parte è anche la mia storia e forse proprio per questo tra la fine del riordino dell’archivio e la sua presentazione pubblica oggi sono trascorsi ancora molti anni. Leggi tutto “Carte per la memoria”

Associazione Archivi UDI

Come si annuncia una nascita a lungo desiderata? La gioia e l’orgoglio sono prima di tutto nel nome: Associazione Nazionale degli Archivi dell’Udi.

L’Unione Donne Italiane, la prima associazione femminile della Repubblica, di cui anzi la Repubblica è un po’ figlia se le donne che hanno trasformato la propria militanza dai Gruppi di difesa, nati nella Resistenza, in un’associazione femminile autonoma, sono le stesse che hanno fortemente voluto uno Stato repubblicano in cui muovere i primi passi da cittadine, con la certezza del diritto di voto finalmente acquisito.

L’Udi, come la chiamiamo, con un acronimo ormai diventato da moltissimi anni un nome, è stata la prima associazione femminile autonoma della Repubblica, anche se legata alla storia del Movimento operaio, e tra le poche ancora oggi diffuse, seppur inegualmente, su tutto il territorio nazionale. Leggi tutto “Associazione Archivi UDI”

La scuola smemorata

Introduzione agli atti

Ci piace dedicare ogni nostra iniziativa a una donna e pensando di entrare nel solenne labirinto di una scuola smemorata di noi, dei nostri corpi, della vita quotidiana e molteplice ci sembra che il “lessico famigliare” di Natalia Ginzburg sia una buona guida da portare in cartella.

“Esili barlumi e schegge di quanto abbiamo visto e udito” dice Natalia delle sue parole, eppure poi ricorda che “…quelle frasi sono il nostro latino, il vocabolario dei nostri giorni andati,… la testimonianza di un nucleo vitale che ha cessato di esistere ma che sopravvive nei suoi testi, salvati dalla furia delle acque, dalla corrosione del tempo.” Leggi tutto “La scuola smemorata”