BUON 2020

Non so se amo le tradizioni ma i giorni che segnano il tempo, pur assoggettati al mercato, ne rivendicano ancora il ritmo stagionale, sottraendoci allo scorrere e correre per restituirci a ciò che siamo.
L’insieme di feste, concentrate dalle varie tradizioni nel passaggio dell’anno, ci ricorda che siamo figli e figlie della luce, nate e nati da donna, viventi nel confine misterioso tra biologia e storia.
Possiamo sempre rinascere insieme, vivere il piacere di stare insieme, di esserci ed essere, persone che si prendono cura dei giorni, dei luoghi, delle relazioni. Si sceglie.
 
Auguro 
buoni giorni
e persone vicine
per quelli difficili
 
Rosangela
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Né veline né vestali

“Donne manifeste”
per la manifestazione SE NON ORA QUANDO
in NOI DONNE, marzo 2011

Chi convoca una manifestazione ha generalmente il potere di farlo e cioè, al minimo, un luogo da utilizzare liberamente per un primo confronto di idee, mezzi per renderlo visibile e un potenziale consenso, dato dalla posizione sociale che occupa e dalla rilevanza politica che ne deriva.
Sono contenta che esistano donne autorevoli e che alcune di queste donne abbiano proposto a tutte di manifestare, dicendo implicitamente che da sole non ce la fanno, che senza di noi, visibili, nelle piazze e ovunque, le loro parole sono deboli, la cittadinanza dei loro pensieri più incerta, la loro visibilità più occultabile anche se vivono carriere di onesta raggiunta parità ai livelli più alti di responsabilità e accesso alle risorse. Leggi tutto “Né veline né vestali”

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Clandestina

Scivoli lungo i muri alzati intorno ai nostri asfittici cuori, ogni giorno, ogni notte.

Sull’autobus, il metrò, la bicicletta, dentro le strade incerte dell’alba, oltre le periferie del tramonto, ai margini delle sfavillanti centrali del consumo, nel cono d’ombra dei nostri turpi mercati, in balia del caso o della carità, o del nulla se ti ammali, senza diritto alla giustizia perché la tua vita è aggrappata alle catene dell’ingiustizia.

Ringrazi per il lavoro nero, l’affitto nero, il buco nero in cui ti costringiamo ogni giorno e ogni notte, sollievo alle nostre miserie di malati e vecchie, mani e sorrisi sapienti, nenie d’altri tempi e terre, per i bambini che non abbiamo tempo di accudire, erede di quei gesti di cura necessari che noi donne ricche non sappiamo contrattare sulla bilancia delle grandi agenzie che stabiliscono il valore della vita. Leggi tutto “Clandestina”

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GIORNI DI PALESTINA

Diario di viaggio 10 gennaio 2008


Sono stata in Palestina a natale, nelle vacanze di natale come diciamo noi insegnanti.

Sono tornata dalla Palestina muta, un silenzio che non riesco a rompere, un silenzio su cui s’incrostano come sempre i feroci ritmi quotidiani.

Feroci, uso parole inadeguate. Com’è andata mi chiedono, ma nessuna ha davvero voglia di ascoltare

Le fotografie che ho fatto sono ripetitive, muri macerie filo spinato.

Ho fotografato prigioni e gabbie perfino quando erano irrilevanti, fiori dietro la rete di un giardino, erba che cresce accanto a macerie come ce ne sono anche da noi. Ma quella è la Palestina. Un dolore che si rinnova dentro crescendo come una paralisi. Rinnova vecchi sogni in cui urlo in mezzo a tanta gente e nessuno ascolta.

Non riesco a dimenticare Nablus, forse perché era notte, forse perché eravamo passati a piedi da un check point , forse … Leggi tutto “GIORNI DI PALESTINA”

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Corpo a corpo… Viaggio con Dolores Prato

Inedito di Rosangela Pesenti
 
In principio…

“Sono nata sotto un tavolino.” Così comincia una vita e una scrittura. La frase rappresenta un vero e proprio incipit nel libro di Dolores Prato pubblicato nel 1980 da Einaudi. Dolente l’autrice non chiude alla fine il tempo della memoria “Eravamo tutti inconclusi.” dichiara, lasciandoci sospesi in una malinconia senza rimedio.

L’altro libro, pubblicato quando lei non c’è più, ci rivela, già nella prima pagina, il dolore, di cui quella malinconia è la distillata saggezza degli anni. “(…) ero spezzata. Avevo spezzata me stessa quando spezzai il pettine.”1 dice a proposito della decisione irrevocabile di metterla in collegio.

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Pedofilia e violenza

Il termine, pedofilia, ha goduto di una recente notorietà nei titoli di cronaca riguardanti il rapimento e l’abuso sessuale di minori.
La cosiddetta pubblica opinione, espressa da giornali e telegiornali, si è debitamente indignata e, come spesso avviene, ha scaricato molti dei propri turbamenti appassionandosi al risvolto giuridico della vicenda con inevitabile discussione sulla pena da infliggere, nei suoi aspetti concreti e simbolici.
Qualche coscienza più avvertita si è avventurata sulla strada dei “perché”, interrogandosi sulla natura e l’origine di un fenomeno che il vocabolario definisce sinteticamente come “perversione sessuale caratterizzata da attrazione erotica verso i fanciulli indipendentemente dal loro sesso”, alla ricerca di un inghippo nelle storie individuali abbastanza visibile da poter essere generalizzato ma anche sufficientemente circoscritto da poter descrivere una sorta di tipologia  e prefigurare un intervento preventivo, anche se a lunga scadenza. Leggi tutto “Pedofilia e violenza”

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