Rosangela Pesenti

  

Possiamo dire

Grazie a tutte le donne che scrivono la loro indignazione, grazie a tutti gli uomini che dicono la verità.

Possiamo dire che oggi è svelato e sotto gli occhi di tutti, anche di chi non voleva vedere o faceva finta di non vedere, quello che molte di noi hanno visto con chiarezzza già nel 1994 e anche prima, con l'attacco al femminismo della fine anni '80, la proposta del rampantismo ai giovani, il successo come parola d'ordine entrata anche nella scuola al posto del diritto, l'esaltazione dell'evasione fiscale a sostegno di un benessere rapace nei confronti del territorio, l'abito firmato come divisa di un esercito votato al disprezzo del lavoro manuale, il corpo modellato da fantasie erotiche malate come elemento decorativo e componente fondamentale dell'accesso a beni e carriere, la mortificazione del lavoro, l'introduzione della schiavitù, la finanziarizzazione dell'economia, la legittimazione della delinquenza, la violenza su donne, minori e chiunque possa essere definito inferiore, il femminicidio, l'esaltazione della famiglia ipocrita, la proprietà privata dei figli, l'invenzione dello straniero attraverso definizioni emarginanti e leggi liberticide, la falsificazione della storia, l'attacco ai principi fondamentali della costituzione.   E potrei continuare a lungo e di ogni elemento citato portare le prove, i fatti, il sistema delle collusioni, la rete delle connivenze di un intero paese che cammina perennemente sull'orlo del baratro dell'illegalità.
Possiamo dire? Possiamo davvero farlo in questo Paese dove l'accesso all'informazione è blindato e intere generazioni di giornalisti sono vendute o asservite, perfino in buona fede che è peggio, al degrado di un potere che ha messo in ginocchio la democrazia con leggi e provvedimenti sessisti e classisti a cominciare dalla legge elettorale?
Possiamo farlo noi che non facciamo mai notizia per tutte le cose ordinarie e straordinarie che facciamo? Noi che siamo conteggiate solo nelle statistiche, politicamente cancellate quando non derise o deformate per la buona pace dei benpensanti?
Non basta più il generico appello alle donne, e nemmeno agli uomini di buona volontà.
Tra chi scrive e sottoscrive appelli ci sono donne e uomini che hanno potere e si presentano moderatamente al centro, inventato spesso come comoda ipocrisia contro immaginari estremismi, non solo nella politica parlamentare, ma dentro partiti e formazioni sociali che pure si dichiarano a sinistra e fedeli alla Costituzione.
Oggi di estremista c'è questo governo, una corte prezzolata da un vecchio sporcaccione con l'appoggio di chiesa e borghesia appena "turbate".

Questo è il tempo di uscire dagli slogans generici e dire parole precise.
Loro possono. Loro possono, se vogliono, restituire anche a noi la voce che ci spetta.
Rosangela Pesenti