Rosangela Pesenti

BALLATA SENZA MUSICA PER IL BAMBINO DI GAZA

So che ricordi i bambini di Gaza

nei letti bianchi dell’ospedale

in attesa di morire

Era un pomeriggio d’agosto del 2014

ma non conta l’anno

contano i bambini 

che sono bambini in tutto il mondo

bambini e bambine per la verità

- e sappiamo che per le bambine va anche peggio –

ma quello che ricordo è un bambino

e sono certa che anche tu ricordi

quel bambino

e i bambini e le bambine di Gaza

nell’ospedale di Gerusalemme

un pomeriggio d’agosto

in attesa di guarire

in attesa di morire

La gente si commuove per i bambini

ma solo per gli ultimi morti

 

non c’è memoria per quelli 

tanti troppi passati

La bambina che correva nuda 

nella devastazione del Vietnam

è sopravvissuta alla sua foto

non sappiamo se ha ferite ancora aperte

di cui non parla

lei la ricordo, 

le altre, gli altri, quelli morti, sono sepolti nei numeri

come in un vecchio cimitero senza eredi

Il bambino siriano con la maglietta rossa

era già morto quando ha commosso il mondo

Ci si commuove per le bambine e i bambini

e certo tu ricordi quelli di Gaza

nell’agosto del 2014

anche se non abbiamo fatto foto

Niente lacrime, ci è stato intimato

giustamente

se non ce la fate, uscite

qualcuno è uscito

Ce l’ho fatta a restare

non per curiosità, non per coraggio

la coscienza annichilita

separata dal pensiero

di stanza in stanza

sorridendo ai sorrisi

tendendo le mani alle mani che si tendevano

ho perfino abbracciato

incredula del suono pacato di parole

che qualcuno traduceva in ringraziamenti

Non importerà a nessuno

ho pensato

non potrò raccontare a nessuno

perché bambini muoiono ogni giorno

e dove abito a nessuno importa 

dei bambini di Gaza

all’ospedale di Gerusalemme

nell’agosto del 2014

durante una delle tante guerre

già dimenticate

Sbiadiranno nella memoria di altri giorni

troppi giorni in cui le bambine e i bambini

muoiono

di fame e di guerra

indifferenza e distrazione

la nostra sorridente ferocia

quotidiana

Sarà la mia infamia 

dimenticare il bambino di Gaza

quello nel letto contro il muro 

a destra entrando

e accadrà

ho pensato

Il suo cervello è spento

disse il medico

non sappiamo che arma provochi

un infarto cerebrale

non sapevo cosa fosse

non l’avevo mai sentito

- noi pensavamo dormisse

e abbiamo abbassato la voce –

il ciuffo bruno appoggiato sulla fronte

e lunghe ciglia sulle guance paffute

noi pensavamo dormisse

e abbiamo fatto piano

lui aspettava di morire

dolce nel sonno senza risveglio

La memoria adesso è un sussulto

ma sparirà presto

ho pensato

non serve

e non serve la commozione

se l’azione è impotente

ma so che tu ricordi

come me

i bambini di Gaza

e quel bambino

tre anni poteva avere

bruno

nell’ospedale di Gerusalemme

l’agosto del 2014

aveva una maglietta bianca

non rossa 

si è perso sulla terra

non in mare

noi qui ci accontentiamo 

di qualche protesta di buon cuore 

litanie di un contrito rosario 

per non pensare

Era la seconda volta

che andavo in Palestina

mentendo alla frontiera

ah di Bergamo, pellegrina?

dice la funzionaria sorridendo

yes, rispondo in lingua a me straniera

per non essere straniera a me

mentendo

Così ho visto il bambino di Gaza

in attesa di morire

all’ospedale di Gerusalemme

nell’agosto del 2014

so che lo ricordi

anche se non abbiamo chiesto il suo nome

nemmeno a sua madre

nel letto della stanza accanto

accanto ad una figlia salva

So che ricordi il bambino di Gaza

in attesa di morire

ne abbiamo parlato brevemente

il giorno dopo a Hebron

avvolta e attraversata dal filo spinato

in sei anni si è moltiplicato

mi sono detta

e non avevo parole

per Shouada Street morta

come il bambino di Gaza

perché i bambini che giocano nelle piazzette

non l’hanno mai vista aperta

non sanno nulla dei negozi che ora si affacciano

come occhiaie vuote

sui presidi militari

Lui non andrà a scuola

ho pensato a Betlemme

dove i bambini che imparano a leggere

dietro le finestre murate per proteggerli

non hanno conosciuto i proprietari

delle chiavi che ora si vendono

dai robivecchi

e guardano distratti

la grande chiave sopra l’ingresso del campo

a ricordo di case

che non esistono più

Anche lì ho pensato

al bambino di Gaza

non so com’è accaduto

ma dopo tanto tempo è ancora lì

e Gaza è ancora sotto assedio

bambine e bambini

affrontano pallottole

lacrimogeni, morte

vivono nella prigione di Gaza

cielo aperto e frontiere chiuse

attraversate dai bombardamenti

e non sanno che un bambino di Gaza

era all’ospedale di Gerusalemme

in attesa di morire

nell’agosto del 2014

Sarà la mia infamia dimenticarlo

ho pensato

e invece lo ricordo

e il ricordo mi condanna

galleggia nel mio tempo alla deriva

superando ogni notizia

di nuova morte

e ancora mi sembra di vederlo

si è aggrappato alla mia memoria

e lo tengo

con stupito tremore

come se potessi salvarlo

e come allora impotente

lettrice di notizie 

che nessuno mi chiede di raccontare

mentre lui è dissolto

da tempo

e dimenticato

nella terra straziata di Palestina

il bambino di Gaza

che ho visto

all’ospedale di Gerusalemme

nell’agosto del 2014

durante la guerra

una delle tante