Rosangela Pesenti

  

Articoli e Saggi

Recensione: i viaggi ad Auschwitz

Voglio segnalare libri quasi introvabili, fuori dai circuiti della promozione mediatica e della recensione d’autore, della nicchia prestigiosa come della diffusione accademica.

Sono libri che registrano pratiche scolastiche divenute narrazioni: racconti di racconti, testimonianza di incontri, riflessioni e scoperte. Parole che incontrando la memoria si fanno memoria.

Quell’anno 0 della contemporaneità, che nei fatti è la seconda guerra mondiale, viene testimoniato nelle esperienze di visita al luogo simbolo dell’azzeramento stesso.

Noi dovremmo dire “all’inizio ci fu Auschwitz”: il principio è il buco nero in cui è precipitato il nostro mondo, il laboratorio che ha conficcato l’inferno nel cuore della civiltà occidentale. Uscirne non è così facile e Dante ci ha insegnato che il percorso della salvezza richiede buone guide.

 

La pratica dello sterminio dovrebbe essere il punto di partenza e non la nota a margine dei programmi scolastici. Partendo dal vero inizio potremmo a ritroso arrivare anche all’impero romano e forse guarderemmo al latino non solo come lingua di una grande cultura, ma anche come la lingua di una società fondata sulla schiavitù.

La questione della memoria “facoltà epica per eccellenza” diceva Benjamin, non è semplice perché chiama in causa il vissuto profondo di ognuno. Non bastano buoni libri di storia e professori eruditi perché nessuna memoria può essere trasmessa senza l’incontro con quelle domande autentiche che le nostre pratiche scolastiche incoraggiano poco, volte come sono alla passivizzazione degli allievi.

E non si può nemmeno fare memoria per decreto: l’Italia manca di celebrazioni civili condivise che nascano da una memoria comune perché ogni data finisce con l’essere imbalsamata da un’ufficialità sempre un po’ autoritaria.

Per fortuna al di là dei decreti e dei bilancini della politica, che cercano di piegare la memoria ai propri fini, resistono nella scuola buone pratiche: ricerca delle informazioni e cura dei testimoni, come nel caso dell’incontro con Settimia Spizzichino, unica donna dei 15 sopravvissuti alla deportazione degli ebrei di Roma del 16 ottobre 1943, che viene ricordata con commosso affetto nel libro per la scuola media “Cioccolato ad Auschwitz; esperienze vissute insieme come nel “Viaggio della memoria” che diventa quasi testimonianza di “seconda generazione” grazie alle parole delle persone che sono state a visitare Auschwitz insieme. Basta anche una bibliografia ragionata come quella proposta dagli studenti dell’Istituto “La rosa bianca” che mostra come dalla condivisione del lavoro individuale possa nascere un’opera collettiva molto significativa.

Piccole pratiche che prendono forza proprio nella dimensione del coinvolgimento di gruppo, nell’incontro tra giovani e adulti, alunni, insegnanti e testimoni, come nel lavoro sulla Resistenza del Sebino, che vede protagonisti ragazzi della scuola media, insegnanti tenaci e testimoni, disponibili non solo a rievocare ricordi, ma anche a portare la riflessione dell’oggi nel racconto delle vicende della propria gioventù.

Un modo di fare scuola che diventa anche un modo di scrivere libri. Ai quali voglio aggiungere la delicata ed essenziale poesia degli haiku di Rita Tironi che ha insegnato questa sobria pratica della parola a generazioni di allievi e ci propone il silenzio con cui ha viaggiato nei luoghi del dolore.

Il silenzio che è il solo modo di attraversare Auschwitz, come ricordava Liana Millu, ed è il solo modo per ascoltarsi tra persone e consentire la nascita di una parola che non sia stridulo suono o vociare immondo.

 

 

Viaggio nella memoria. Auschwitz e Birkenau 1940-2005, Edizioni Melagrana Onlus

Non dimenticare. Auschwitz: immagini e parole scelte dagli studenti, Istituto di Istruzione “La Rosa Bianca”, cavalese (TN) 2010

Franco Bruno Vitolo, Cioccolato ad Auschwitz, Ed. Simone per la Scuola, Napoli 2004

Fausta Almici e Laura Del Bono, Donne e uomini nella Resistenza del Sebino, Sezione Tipolitografia Queriniana Brescia, 2010

Rita Tironi, Silenzi, Albalibri Editore 2005