Rosangela Pesenti

Articoli e Saggi

Tra il corpo e gli affetti

Corpi, segnati dalla propria storia, disegnati, plasmati intorno alle proprie storie.

Parlo di storie, al plurale, perché i segni che possiamo leggere nelle immagini della mostra sono lontanissimi da quell’unica etichetta dietro cui proteggiamo/nascondiamo la nostra “normalità”.

Ci sono la fatica e la gioia, la ricerca e la speranza, i dubbi e i doni, sui volti, sui corpi, che si lasciano cogliere nel vivere quotidiano, orgogliosi di sé e delle storie che le fotografie lasciano intravedere, che le parole sollecitano nei nostri pensieri.

Donne di-verse, lungo strade che non sono mai uguali, sapiente impasto di casualità e impegno, limite e scelta, incertezza e possibilità, tristezza e allegria, timore e crescita.

 

Ci mostrano il volto luminoso delle loro vite con la consapevolezza che può dare l’aver saputo attraversare quell’oscurità che è sulla strada di ognuno, ombra dell’incertezza, del timore, del limite oltre i quali si apre la scoperta di sé.

Esperienze diverse che illuminano la capacità di vivere il proprio tempo col suo carico di imprevisto e di responsabilità.

Determinazione e creatività, tenacia e voglia di vivere: non è un caso che nei commenti qualche visitatore (o visitatrice) insieme all’ammirato stupore, non riesca a celare la propria invidia.

Sono immagini che liberano i nostri sguardi dalla gabbia in cui i media costringono i corpi delle donne (ma anche quelli degli uomini!): misure di carne anonima, senza storia, materia informe che si plasma nella serialità di significati predefiniti, volti intercambiabili e sorrisi stereotipati.

Così mentre il corpo “normale” diventa luogo di sperimentazione del sogno infantile della perfezione (ma quale?) e dell’eterna giovinezza, c’è chi ha il coraggio e l’allegria creativa di vivere, semplicemente, senza aggettivi, così com’è.

“Tra il corpo e gli affetti”, è il titolo della mostra, affetti che non è difficile indovinare in questi corpi che si mostrano, affetti che sono persone, amori, amici, figli, vicini, conoscenti, ma anche luoghi, occasioni, lavori, impegni, momenti diversi di un agire intero del corpo che è pensiero e sentimento, gesto, atteggiamento, esposizione: un vivere intenso e spesso appagato, comunque mai subalterno ad uno stereotipo, un’etichetta, una paura.

Le fotografie di Ileana, Antonella, Maria, Marzia, Francesca, raccontano che si può essere se stesse con un piacere che si rinnova e cresce ogni volta che ci riconquistiamo, ogni volta che un pensiero nuovo riformula il profilo del nostro orizzonte e della nostra immagine.

Una ricetta troppo semplice? Facile da vedere nella fotografia di un’altra, si può conoscere davvero solo sperimentandola nella pratica di un vivere che non abdica al desiderio di essere ed esserci.

Grazie per avermi invitata tra voi.

 

Rosangela Pesenti

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