Rosangela Pesenti

  

Poesia

3 poesie

L'ibisco offerto
dalle tue mani di bambina
fiammeggia ogni mattina
nuovo, tra il verde cupo delle foglie
orlate da un ricamo puntuto e lieve
come le tue dita
e la tua scrittura compita
Fiorisce così ogni giorno il tuo respiro
mentre cresci
e a lungo sono stata accanto a te tremante
ad ogni smarrimento
per quel rischio che corri della vita
ti vorrei a lungo eterna
dopo la mia dipartita

Qualunque sia l'eredità lasciata
per caso pensieri o cromosomi
il miracolo è che sia la tua bambina
nata a camminare il mondo
e porti una segreta tua impronta fatata
in un suo misterioso girotondo
Lieve la penso, anche nei giorni oscuri
e bella e acuta nei pensieri
e per questo anche ferita
da questo turpe mondo in cui cammina
ancora a piedi nudi
la tua bambina.
Dal nulla al nulla dentro cui viaggiamo
il senso è quella mano che assomiglia
lo sguardo di quand'era piccolina
da chissà quale ava ereditato
conta per me che ti sia stata vicina
cresciuta poco a poco fino alla tua statura
e oggi già oltre
alla ricerca di un'altra misura
di una sua forma nuova in cui lasciare
l'impronta ereditata
da quella sua strana mamma fatata.
Rosso un maggiolino procede
verso una goccia di rugiada
in cima a un filo d’erba
non sete lo guida ma l’arcobaleno
che brilla nel precario diamante del mattino
lui è un puntino
rosso di speranza
mentre il sole cambia una lacrima in giada
e poi ancora
un’ametista violetta e una pietra turchina
e smeraldo in cui specchia
una farfalla l’ala
nella sua breve danza
e insieme per l’infinito di un momento
s’incontrano due antenne
vite di diversa sostanza
e la scoperta vale per un tempo
che riscatta ogni altro male,
la bellezza dell’alba.