Rosangela Pesenti

  

Articoli e Saggi

Recensione Regoliosi

Luigi Regoliosi, Giuseppe Scaratti, Il Consulente del lavoro socioeducativo. Formazione, supervisione, coordinamento, Carocci Faber, Roma 2002

 

Il titolo ha già il merito di indicare con chiarezza l’oggetto, fornendo una precisa definizione professionale a quell’insieme di attività da lungo tempo e diffusamente praticate che sono efficacemente raggruppate nel sottotitolo.

Le intenzioni degli autori, espresse nella presentazione, sono infatti proprio quelle di fornire un modello teorico per ‘la figura di secondo livello che si pone al fianco degli operatori di base e delle organizzazioni svolgendo funzioni di sostegno, facilitazione, accompagnamento dei processi’.

Il libro si presenta come uno strumento che mantiene uniti l’obiettivo della sintesi e della generalizzazione con lo spessore delle storie vissute e la loro inesauribile specificità.

La tensione costante tra la ricchezza delle esperienze e la necessità di ricondurle ad un linguaggio condiviso, che consenta ad un tempo di ‘dare un nome alle cose che si fanno’ e favorire la comunicazione tra gli operatori e tra operatori e utenza, a me appare la cifra più interessante di questo testo.

Non si tratta infatti semplicemente dell’attivazione di un processo descrittivo, ma del tentativo, ancora aperto a nuove integrazioni, come dichiarano gli autori, di strutturare un tessuto di categorie e definizioni immediatamente comprensibili (e non solo a chi opera nel settore) mantenendo adeguata visibilità alle esperienze concrete in cui sono radicate.

Questa doppia valenza del testo consente al lettore di potersi riconoscere nell’ampia gamma di esperienze che riguardano sia la funzione di consulenza, dal coordinamento delle reti della Legge 285 alla formazione in enti del privato sociale, sia la tipologia dell’utenza, favorendo l’individuazione di quei confini che consentono la valorizzazione del lavoro e la sua riconoscibilità sociale.

Chi opera in questo campo può infatti ritrovare nel testo la formalizzazione di un insieme di pratiche professionali, conosciute per esperienza propria, che insieme alla vasta bibliografia citata opportunamente nei testi dei vari autori, oltre che elencata in appendice ad ogni capitolo, suggeriscono un possibile uso manualistico del libro, nel senso migliore del termine.

Non a caso l’organizzazione del testo rispecchia un ciclo formativo ‘rivolto a pedagogisti, psicologi e operatori sociali interessati a investire sulla propria competenza professionale’ che operano o intendono operare nelle funzioni descritte e il titolo dei vari capitoli, scritti non solo dai due autori, ma anche da altri collaboratori che hanno condiviso parte della ventennale esperienza di cui si tratta, dichiara in modo limpido e comprensibile l’obiettivo della funzione analizzata.

Presidiare il servizio, valorizzare le competenze, accompagnare nella rilettura della propria realtà, esplicitare e condividere significati, sono locuzioni familiari ad ogni tipologia di operatore, che vengono qui sottratte al rischio di una ripetizione formale e affidate allo scandaglio dell’esperienza che si misura con la realtà e di una contestuale rielaborazione che si confronta con il rigore metodologico.

Un insieme di esperienze quindi che sostengono un modello teorico in grado di produrre un modello formativo e da questo produrre nuove esperienze: un testo che si colloca al centro di un processo generativo di senso, così come, nel concreto, il ruolo del consulente che descrive.

Portare alla luce la complessa gamma di funzioni che svolge il consulente socioeducativo significa infatti rendere visibili quelle aree di lavoro sociale che consentono un raccordo tra individui e istituzioni, bisogni e risorse, stabilità e cambiamento attraverso una costante attenzione ai soggetti, operatori e utenti insieme, ai quali viene restituita la storia e il senso del proprio agire.