Pedofilia e violenza

Il termine, pedofilia, ha goduto di una recente notorietà nei titoli di cronaca riguardanti il rapimento e l’abuso sessuale di minori.
La cosiddetta pubblica opinione, espressa da giornali e telegiornali, si è debitamente indignata e, come spesso avviene, ha scaricato molti dei propri turbamenti appassionandosi al risvolto giuridico della vicenda con inevitabile discussione sulla pena da infliggere, nei suoi aspetti concreti e simbolici.
Qualche coscienza più avvertita si è avventurata sulla strada dei “perché”, interrogandosi sulla natura e l’origine di un fenomeno che il vocabolario definisce sinteticamente come “perversione sessuale caratterizzata da attrazione erotica verso i fanciulli indipendentemente dal loro sesso”, alla ricerca di un inghippo nelle storie individuali abbastanza visibile da poter essere generalizzato ma anche sufficientemente circoscritto da poter descrivere una sorta di tipologia  e prefigurare un intervento preventivo, anche se a lunga scadenza. Leggi tutto “Pedofilia e violenza”

Noi, con il cuore a Pechino

Noi che siamo rimaste a casa con gli impegni di sempre, le mani occupate nell’angusto orizzonte del quotidiano e lo sguardo a frugare le immagini avare che ci arrivavano dal video e dai giornali; noi: da principio magari distratte, e non trovo un altro termine, se non questo abusato e retorico del cuore, per definire un sentire che si è caricato in pochi giorni di quell’insieme di attese e interrogativi che non è solo il segno di una “ragione politica” troppo spesso bloccata nel corto circuito di parole afone, ma quello di un sentire più profondo, di un’intelligenza delle cose che ci ha rimesse insieme a fare, a pensare, finalmente, a partire dal fatto che ognuna ha sentito, prima di tutto da sé e per sé, che lì si aprivano territori più vasti da percorrere, per tutte, quasi scorresse, dietro le immagini ufficiali, quel potente tam tam delle donne che là, a Pechino, era già diventato parola. Leggi tutto “Noi, con il cuore a Pechino”

Lettera aperta alla rivista École

Luoghi, contesti, relazioni, corpi: lì stanno collocati i discorsi e non altrove.

Fare l’insegnante di italiano e storia è il mestiere che ho scelto (per caso poi nel triennio di un I.T.C. della provincia di Bergamo), essere donna è il “disegno di fondo” della mia vita, condizione materiale e storica da cui non posso prescindere perfino nell’inedita possibilità di aprire interrogativi a tutto campo in questo tempo-luogo a cui il caso mi ha assegnata.

A scuola. Come mettere insieme la scansione cronologica dei programmi e la cancellazione della memoria che caratterizza questo territorio e queste generazioni, le domande che non hanno mai imparato a formulare e i segnali “sopra e sotto il banco” che i loro corpi propongono ? Leggi tutto “Lettera aperta alla rivista École”

Lavoro insegnante

Pomeriggio. Siamo sedute intorno al tavolo, a casa mia, tra le nostre mani il rumore lieve delle carte ha una sonorità decisa, gesti veloci e un parlare fitto, che può saltare ormai molti passaggi del ragionare per la consuetudine avviata. Quattro donne adulte, una preside, un’assistente di laboratorio, un’insegnante di tirocinio all’istituto magistrale, un’insegnante di lettere all’istituto tecnico, alle prese con un percorso sull’orientamento delle ragazze e dei ragazzi nell’ambito di un progetto delle P.O.

Lavoro “volontario” nel quale intrecciamo al piacere della ricerca le amarezze per una condizione lavorativa che peggiora conti­nuamente. Non siamo così sprovvedute da non vedere la contraddizione nella quale siamo invischiate. Si chiama “maternage”, l’attitudine/abitudine delle donne a mettere insieme risorse e relazioni dentro i vincoli stabiliti trasgredendoli quel tanto che serve a far funzionare le cose ma senza mai mettere in discussione l’impianto che ha costruito quei vincoli. Leggi tutto “Lavoro insegnante”

Parole per uno stupro

Da anni ormai avverto una sorta di reticenza a parlare di stupro (così come a parlare d’aborto) quasi che il silenzio possa diventare anche magica protezione del corpo, e lo è in parte, di quel corpo-parola che continuamente dobbiamo esporre nudo nei suoi sentimenti, nelle sue ragioni più intime e violate proprio da una mediazione verbale costretta ad interloquire secondo l’abito che altri hanno ritagliato per noi.

Ogni volta che parlo e scrivo di stupro mi trovo infatti a dover censurare immagini, suoni, gesti, parole che aderiscono alla mia storia come una seconda pelle per trovare quel giusto tono che consenta alle mie ragioni di essere “ragionevoli”. Leggi tutto “Parole per uno stupro”

La scuola smemorata

Introduzione agli atti

Ci piace dedicare ogni nostra iniziativa a una donna e pensando di entrare nel solenne labirinto di una scuola smemorata di noi, dei nostri corpi, della vita quotidiana e molteplice ci sembra che il “lessico famigliare” di Natalia Ginzburg sia una buona guida da portare in cartella.

“Esili barlumi e schegge di quanto abbiamo visto e udito” dice Natalia delle sue parole, eppure poi ricorda che “…quelle frasi sono il nostro latino, il vocabolario dei nostri giorni andati,… la testimonianza di un nucleo vitale che ha cessato di esistere ma che sopravvive nei suoi testi, salvati dalla furia delle acque, dalla corrosione del tempo.” Leggi tutto “La scuola smemorata”

La parola Uomo non comprende le donne

Cos’è la storia ?
Ogni anno comincio da qui. Seduti in cerchio ragazze e ragazzi propongono le loro risposte più o meno elaborate.
Le scriviamo sul cartellone al centro e comincia un lavoro che sullo sfondo costante (ma costante per me) dei vincoli stabiliti dal programma ministeriale non conosce quasi mai percorsi ripetitivi.
Variano le classi, le domande, le proposte, io stessa mi reinterrogo di anno in anno in modo diverso, col bagaglio di quel “pezzo di tempo” in più che per fortuna non impasta solo di significati negativi l’invecchiare. Leggi tutto “La parola Uomo non comprende le donne”

Effetti dei pensieri della differenza sulle categorie politiche date

Il tema della relazione che mi è stata affidata mi sembra riguar­di un po’ l’universo-mondo.
Infatti sappiamo tutti che le categorie politiche date sono da un lato la forma massima dell’astrazione che la cultura occidentale ha raggiunto in quella specifica disciplina che è il diritto e insieme la forma della massima concretezza, nella misura in cui le categorie politiche date hanno a che fare con il governo delle cose e delle persone, cioè con le modalità di gestione collettiva con cui cerchiamo di consentirci la vivibilità della vita dentro le condizioni materiali della nostra esistenza.
Finalità e modalità del governo: uguaglianza-libertà, rappresen­tanza-democrazia, sono i termini dentro i quali si inscrive oggi il patto sociale ma anche ogni rivendicazione di mutamento.
All’altro capo del titolo stanno i pensieri della differenza che sono la modalità con cui oggi le donne pensano sé e il mondo. Leggi tutto “Effetti dei pensieri della differenza sulle categorie politiche date”

Letture quotidiane nella scuola

Seminario nazionale: “SCIENZA DELLA VITA QUOTIDIANA”

Pesaro 23 – 24 marzo 1991

“Letture quotidiane nella scuola: il disagio di un’insegnante.”

Forse sarebbe stato più costruttivo parlare di “progetti del quotidiano nella scuola ” e certo questo potrebbe essere il tema di un prossimo appuntamento, ma nel pensare i progetti o le esperienze fatte, da un po’ di tempo non riesco a sottrarmi ad un fastidioso senso di disagio.

Le esperienze che noi viviamo nella scuola hanno come trama comune la nostra capacità di gestire bisogni, desideri, passioni, domande, incertezze, differenze, diversità dentro un contesto dato, cioè dentro limiti, vincoli, imposizioni, novità, eventi.

Gestiamo cioè un insieme di relazioni complesse dentro uno spazio e un tempo fortemente vincolati. Leggi tutto “Letture quotidiane nella scuola”

Venerdì santo 1983: pensieri per Marianella García

Venerdì Santo 1983
A Marianella García Villas, salvadoregna, uccisa il 14 marzo 1983
 
La tua morte
è arrivata sul mio tavolo 
un mattino
tra i resti
della cena precedente
Croste di pane
piatti sporchi
e pacchi di compiti da correggere
nel grigiore di una primavera
che impigrisce
dietro le finestre chiuse
Una morte
come troppe altre
Questa sera brilleranno
nelle strade
i ceri dell’ipocrisia
la gente sarà folla
intorno al rito di una passione
che nega la tua
Marianela

Venerdì santo 19 aprile 2019

Nel 1983 l’ipocrisia era comunque ancora un omaggio alla virtù. Oggi prevale una sguaiata opaca ottusa indifferenza: ha vinto il mercato che alza muri e confini per pietrificare identità e alzare il prezzo.