8 marzo 2019 RICONOSCIMENTO: Un decalogo del femminismo per una porzione quotidiana di felicità

1. Riconosco in te una donna perché so che chiunque tu sia e qualunque sia il colore della tua pelle e dei tuoi capelli, la tua statura, la forma dei tuoi occhi, la tua inclinazione sessuale, il tuo reddito, la tua provenienza territoriale, la tua posizione sociale e politica, che tu sia nata donna o che tu abbia voluto diventarla, che tu sia sana o malata, giovane o vecchia, abile o disabile (con tutto ciò che di stereotipato significa) in tutti tutti i casi qualunque uomo può offenderti, sminuirti, ridicolizzarti, perseguitarti, ferirti, ucciderti solo perché donna, trovando intorno a sé silenzio, complicità, omertà.
Riconosco le donne reali che vivono accanto a me. Leggi tutto “8 marzo 2019 RICONOSCIMENTO: Un decalogo del femminismo per una porzione quotidiana di felicità”

Donne di destra che cercano il primo piano

C’è una palese contraddizione tra la dichiarazione di volersi occupare di diritti delle donne e insinuare che violenza e delinquenza sono appannaggio dei migranti, parlare di diritti delle donne e invocare leggi di tutela che riducono la libertà, mostrare preoccupazione per la delinquenza e pensare di fornire armi ai cittadini, come se la qualifica della cittadinanza esonerasse automaticamente da delinquenza, maschilismo, prevaricazione, omicidio, femminicidio e perfino follia; occuparsi di diritti delle donne e pensare che le soluzioni sono affidate alla giustizia penale, come se ogni problema si potesse risolvere con la denuncia e il carcere fosse il solo deterrente per una violenza maschile domestica alla quale molte donne potrebbero sottrarsi se avessero casa lavoro e solidarietà. Leggi tutto “Donne di destra che cercano il primo piano”

L’ECONOMIA TRA CANCELLAZIONE E SFRUTTAMENTO DELLE DONNE

Parto da un’osservazione sedimentata nella cultura popolare femminile dentro cui sono cresciuta: mia madre ripeteva spesso, in dialetto bergamasco, che se una donna resta vedova rifiorisce, se un uomo resta vedovo si riempie di pidocchi.I pidocchi erano il segno dell’abbandono di sé, della mancanza di cure, non della povertà ma proprio dell’incapacità di prendersi cura di sé. Leggi tutto “L’ECONOMIA TRA CANCELLAZIONE E SFRUTTAMENTO DELLE DONNE”

Costruire l’uguaglianza, liberare le differenze

Con il crollo del fascismo in Italia non è crollato il sistema scolastico, così come non sono crollate la Chiesa Cattolica o la Pubblica Amministrazione.

La guerra è passata con la sua devastazione, donne e uomini hanno resistito operando attivamente dentro la guerra di liberazione non solo per cacciare gli occupanti tedeschi, ma anche per rifondare l’Italia su un nuovo patto di cittadinanza che includesse tutti e tutte sulla base dell’uguaglianza. Leggi tutto “Costruire l’uguaglianza, liberare le differenze”

La violenza di cui non parliamo

Acqua, aria, terra e riproduzione della specie: sono gli elementi dell’ecosistema che per noi umani costituisce la vita.
L’economia, che pure significa casa e quindi gestione dell’abitare umano, diventata scienza nell’età del capitalismo, considera solo la terra nel paradigma della ricchezza, eppure dell’aria parlano, nei loro incontri, i potenti che si spartiscono i territori, le guerre per l’acqua sono già cominciate e quella per il dominio sulla riproduzione della specie è antica di qualche millennio, dichiarata dagli uomini che hanno inventato gli eserciti come forma dell’agire, articolata nelle strutture sociali dell’arruolamento di uomini, ma anche di donne, a sostegno dei pilastri di una gerarchia sociale che si fonda sulla relazione impari tra i sessi e da questa produce la forma mentis in cui, di volta in volta, possono crescere e proliferare tutte le ideologie e pratiche discriminatorie.
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Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo[1]

Ricordo i versi di Montale perché a me hanno regalato, quando ero molto giovane, la forma in cui esprimere il mio essere alla ricerca di una strada, dichiarando però chiaramente quale non volevo percorrere.

Non sempre la negazione è negativa (e scusate il gioco di parole), nei versi di Montale testimonia l’umanità del dubbio, il coraggio della sottrazione, in tempi in cui vigeva il conformismo della dichiarazione altisonante di sé. Leggi tutto “Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo[1]”

Non si tratta solo di linguaggio

Salgono sull’autobus spintonandosi, si interpellano usando insulti che mi fanno rabbrividire, e ridono; alla fermata uno ha scatarrato e sputato per terra, come facevano alcuni uomini nella mia infanzia (severamente ripresi e stigmatizzati dalle donne come sporcaccioni), alla fermata successiva i due maschi cercano di impedire la salita a una signora anziana, mentre le ragazze li incitano “dai lascia giù la vecchia”, e ridono. La signora riesce a salire e resta contro la porta chiusa, schiacciata dal muro delle loro schiene; li invito a spostarsi nel miglior modo possibile, come se non si trattasse di un’azione consapevolmente agita, fanno finta di non sentire, cerco i loro occhi e sorrido, abbassano i loro. Non provo rabbia, solo preoccupazione, un sentimento che li imbarazza; lasciano un po’ d’aria alla signora e riprendono con gli insulti reciproci come per tenersi in contatto e continuare a far muro contro il resto del mondo; una ragazza tace, mi guarda di sottecchi, ma non osa sottrarsi e fa una mezza risata, che le riesce malissimo. Leggi tutto “Non si tratta solo di linguaggio”

Non sosteniamo il patriarcato!

I diritti diventano fragili se non sono davvero per tutte, se definiscono la cittadinanza per esclusione, se non ne viene insegnata la storia, se non costruiscono dialogo politico, e infatti sono stati piano piano disattesi e poi velocemente aggrediti, con arroganza nelle strutture sanitarie, nei posti di lavoro, a scuola, nell’immaginario di quell’interazione quotidiana in cui si costruisce l’idea di mondo comune.

In fondo sapevamo, quando, all’inizio, la parola d’ordine era per tutte “Liberazione”, che non di un fatto o solo di qualche legge si trattava, ma di un processo che avrebbe potuto coinvolgere tutte e tutti. Leggi tutto “Non sosteniamo il patriarcato!”

Bilanci

Si fanno di solito quando qualcosa si conclude: la parola, con la sua allusione economica a entrate e uscite, e l’origine etimologica derivata dallo strumento per misurare il peso di un corpo, invita alla ricerca dell’equilibrio.
La parola bilancia è una variazione del tardo latino bi-lanx, termine composto che indica due piatti, oggetto diventato simbolo di giustizia proprio perché ciò che l’offesa, l’abuso, la prepotenza, l’iniquità, la prevaricazione, il delitto, tolgono alle persone e alla collettività, va risarcito. Leggi tutto “Bilanci”