25 aprile 2019

Aprile di speranza

balli e festa

orgoglio di sfilate a testa alta

ecco i ragazzi della Resistenza

e le ragazze nella foto di gruppo

che marciano in prima fila con la bandiera

e le donne tante, a migliaia commosse

folla plaudente ai lati della strada

argine e guida sicura

per una democrazia da inventare

quella che a molti faceva paura

perché  la libertà

– dobbiamo ricordare –

vuole che prima di tutto

e dopo e sempre

sia libero l’amore

da ogni dipendenza

(ma per questo ci vollero anni e anni di lotte

e di pazienza)

Nel cuore

oggi come allora

i morti, le morte

per fucilata o eccidio

tanti troppi

i non tornati dai campi

di lavoro e sterminio

i torturati, le stuprate

quelli tornati a festa ormai finita

senza certificato d’eroismo

come se fosse stato facile

restare prigionieri dei nazisti

e dire no al fascismo

quelle che tornando alla vita

hanno ritrovato la vita precedente

schifosamente uguale

e tutto da ricominciare

in un mondo che guardava con sospetto

la tua vita combattente

(e molte morirono dopo, sole

nella solitudine del proprio letto)

Donne e uomini

sopravvissuti allo sterminio

di un popolo, una famiglia, un sogno

una vita onesta e tranquilla

che hanno dovuto ricominciare

in un paese che ha chiuso ogni vergogna in un armadio

girando le ante contro il muro

aiutando i colpevoli e non le vittime

a ricominciare

Non sono presenti

le donne e gli uomini

morti in terra straniera

durante il lungo inverno della ragione

che si chiamò fascismo

e li portò via come una bufera

nel cuore il sogno che noi abbiamo chiamato

Liberazione

elenchi di nomi sbiaditi negli archivi

elenchi di nomi

che nessuna memoria trattiene

e cancellarli fu il compito che assunse

poi

la gente perbene

A noi nati e nate dopo

l’ipocrisia benpensante ha lasciato

pagine bianche

per quella danza smemorata

che ancora prepara

il ritorno del passato

Le scarpe rotte con cui hanno marciato

nella lunga notte clandestina

della lotta

sono i buchi della nostra memoria più vicina

che non conosce i lunghi giorni oscuri

e s’illude che basti la bandiera

per abbattere i muri che si alzano

anche nel prato della casa vicina

Eppure quella primavera torna

e mette ogni anno i suoi semi

perché la libertà

cerca in ogni vita la sua strada

nell’anonima quotidiana azione

e ci ricorda

di rinascere ogni giorno umane e umani

come nel tempo forte e limpido

della nostra Liberazione

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